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La storia del makeup: trucco anni 20/30/40

Il makeup, proprio come tanti altri fenomeni di tendenza dei giorni nostri, ha avuto una storia incredibile, che ha radici in tempi antichi. Ma la vera e propria storia del makeup è iniziata con il boom degli anni ’20, quando lo stile diventa un punto di riconoscimento tra le donne. Con gli anni ’30 e ’40 poi, si andrà ancora di più a consolidare uno stile ben definito e delle tecniche makeup che contraddistinguono quegli anni in modo chiaro.


Vediamo quindi insieme quali sono i tratti distintivi che hanno popolato queste tre decadi!

Il makeup negli anni ’20

È molto facile lasciarsi affascinare dagli anni’20 e dalle ragazze flapper, termine coniato dopo le difficoltà della guerra, per contraddistinguere quelle ragazze che amavano il jazz, il charleston, gli abiti sfarzosi accompagnati da un makeup altrettanto sfarzoso e, finalmente, l’emancipazione.

È proprio questo infatti il momento in cui le donne diventano consapevoli del proprio valore, e il makeup è uno degli strumenti che le aiuta a prendere posizione in tale momento storico.

In questo periodo si affermano delle icone femminili che diventano simbolo dell'epoca, come Zelda Fitzgerald.

La base

Una pelle di porcellana era il must per il makeup di quel tempo; l’abbronzatura non era proprio contemplata, anzi, si faceva di tutto per evitarla. L’incarnato era quindi sempre pallido e questo veniva ottenuto anche grazie a generose dosi di cipria da applicare su tutto il viso.

Gli occhi

Il trucco occhi durante gli anni ’20 era una conseguenza di quello degli anni ’10, in cui si era cominciato a sperimentare con gli smokey eyes. Un ombretto luminoso al centro e una bella sfumatura sull’angolo esterno dell’occhio, ma dalla forma un po’ tonda, per rendere gli occhi più grandi. L’effetto non era mai troppo pesante. Per questo nuovo modo di truccarsi si deve ringraziare soprattutto il cinema che ha svolto un ruolo fondamentale, insegnando a una generazione di donne l’arte dell’ombretto.

Per enfatizzare lo sguardo non poteva mancare il mascara, in questo caso compatto, e anche le ciglia finte erano molto in voga. Le sopracciglia invece, erano sottili e spesso allungate.

Le labbra

Il rossetto era l’oggetto essenziale per un makeup. Immancabilmente rosso e luminoso, non era solo simbolo di bellezza ma anche di emancipazione femminile, tanto che l’iconica fondatrice del brand makeup Elizabeth Arden distribuiva gratuitamente rossetti rossi a tutte le manifestazioni delle suffragette.

Il makeup negli anni ’30

Dopo l’iniziale spensieratezza degli anni ’20, le donne tornarono a una vita più ‘casalinga’. Gli anni ’30 sono stati caratterizzati da una grande depressione sia economica che morale dovuta al crollo della borsa e alla seconda guerra mondiale. Nonostante questo, il mondo della bellezza aveva preso ormai piede nella vita di tutte le donne ed era ormai impensabile potervi rinunciare.

Ci fu infatti un boom di nuovi brand e prodotti: Elizabeth Arden introdusse la box Colour Harmony, che abbinava tonalità di ombretti e blush a seconda delle caratteristiche di ogni donna; nascono poi brand come Borjuois, Lady Esther, Lancôme e a Londra Max Factor apre il suo primo salone. In questo momento, il makeup acquisisce un’accezione più moderna e sofisticata.

In tale contesto, Greta Garbo divenne una delle più grandi icone femminili nel mondo della bellezza.


La base

Nonostante una lieve introduzione dell’abbronzatura, continuano ad andare in voga carnagioni pallide. Proprio per questo Max Factor crea un prodotto rivoluzionario che facilita la vita di molte donne: il Pan-Cake, un fondotinta solubile in acqua (1937).

Dopo il fondotinta, a dare volume al viso, ci pensava un tocco di rouge, un blush rosso applicato a piccolissime dosi, ma che permetteva di donare tridimensionalità.


Gli occhi

Gli ombretti che venivano usati per il giorno viravano verso le tonalità del marrone e del grigio, mentre per la sera, tonalità chiare e brillanti. Arriva però un’altra novità: l’ombretto in crema di Max Factor che, realizzato con un po’ di vaselina, crea un effetto brillante.

Anche qui le ciglia superiori vogliano il mascara, mentre quelle inferiori non sono definite.

A caratterizzare lo sguardo anni ’30 sono le sopracciglia, ancora più sottili e con una forma a semicerchio. Le donne spesso le depilavano completamente per poi ridisegnarle ogni mattina, così da raggiungere quell’effetto arrotondato.

Le labbra

Per le labbra era molto diffusa la forma a bocciolo di rosa che consisteva nel creare un arco di cupido molto accentuato sul labbro superiore. Il colore prediletto era il rosso, ma cominciano ad essere integrati i rossetti rosa e corallo.

Il makeup negli anni ’40

Il makeup negli anni ‘40

Erano ancora gli anni della guerra, ma nonostante questo le donne erano incoraggiate ad apparire al meglio, anche solo come modo per reagire al momento che stavano vivendo.

Qui sono dive come Ginger Roger, Bette Davis e Myrna Loy a fare la storia del beauty con i loro look cinematografici e per il fatto che erano i volti di campagne pubblicitarie di bellezza.

In generale però, mondo cinematografico a parte, negli anni ’40 si ricercava semplicità e naturalezza.


La base

La pelle doveva avere un colorito naturale e sano, il che portò le donne a preferire un look leggermente abbronzato. Dato che la maggior parte di loro lavoravano in fabbrica e non si potevano permettere di prendere il sole tutti i giorni, Helena Rubinstein (vera pioniera del makeup) inventò un fondotinta abbronzante con la cipria abbinata.


Gli occhi

Per il giorno si optava per un ombretto molto leggero e chiaro, mascara verso l’esterno per intensificare lo sguardo e sopracciglia più folte e naturali rispetto al decennio precedente. La sera invece prevedeva ombretti più scuri, ma niente eyeliner.


Le labbra

La mancanza di reperibilità dei prodotti cosmetici in quegli anni non comportò una diminuzione nell’utilizzo di un prodotto specifico: il rossetto. Per dare colore al viso, ci si concentrava soprattutto sulle labbra: i rossetti erano opachi ma, chi preferiva averle lucide, applicava un po’ di vaselina. Dopo la guerra, arrivarono dall’America nuovi colori di rossetto che includevano toni più chiari, insieme alle matite labbra per un contorno più definito.